La condizione abitativa dei migranti in Puglia è ancora segnata da una forte presenza di insediamenti informali (case sparse, baraccopoli, tendopoli) diffusi sull’intero territorio regionale, che si addensano soprattutto nelle aree rurali in cui è più forte la richiesta di manodopera agricola straniera.
L’Osservatorio regionale sull’immigrazione “Alessandro Leogrande” ne ha mappati 35, di cui circa il 70% è localizzato nel territorio di Foggia, dove solo negli insediamenti principali di Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci vivono circa 4.000 persone, in condizioni di grave deprivazione psico-sociale e sanitaria e forte marginalità sociale.
L’isolamento geografico e abitativo alimenta il circuito del caporalato e la precarietà abitativa produce riflessi sulla residenza e sullo status giuridico dei migranti, favorendone l’illegalità abitativa.
Nelle aree urbane, ancora, i migranti si scontrano con forti fenomeni di pregiudizio e discriminazione razziale che costituiscono gravi barriere di accesso alla casa, o con canoni di locazione sproporzionati rispetto ai propri redditi, finendo per incoraggiare il fenomeno del subaffitto e del sovraffollamento in immobili fatiscenti.
La condizione abitativa dei migranti in Puglia resta una delle sfide sociali ed economiche prioritarie e più complesse per la Regione Puglia.
Secondo i recenti orientamenti internazionali dell’Housing First, una sistemazione abitativa dignitosa non rappresenta più l’esito di un processo di inclusione bensì il suo punto di partenza, un prerequisito di integrazione.
Un alloggio stabile, salubre e sicuro, infatti, riduce i rischi socio-sanitari, garantisce stabilità psicologica ed emotiva a chi vi abita, fornice il requisito di residenza richiesto agli stranieri per i rinnovi del permesso di soggiorno, rappresenta la base per accedere ad altri diritti come quello dell’istruzione, del lavoro, dell’assistenza sanitaria, della tutela legale, ampliandone e qualificandone le relazioni sociali. Senza casa, soprattutto gli stranieri, sono più esposti all’illegalità, all’esclusione sociale e alla precarietà esistenziale, che ostacolano la reale capacità di integrarsi e alimentano nelle cittadinanze locali pregiudizi negativi, xenofobia, discriminazione e razzismo.
OBIETTIVI
OBIETTIVI
PROGRAMMATICI
2. Miglioramento della qualità ambientale urbana (ampliamento del patrimonio arboreo, potenziamento delle infrastrutture verdi e introduzione di nature-based solutions);
3. Mitigazione dell’impatto del cambiamento climatico attraverso l’impiego di soluzioni che limitino l’effetto dei fenomeni climatici estremi (isola di calore, siccità, inondazioni);
5. Miglioramento del ciclo dei rifiuti (reuse, reduce, recycle; economia circolare)
6. Supporto alla transizione energetica (comunità energetiche, produzione di energia da fonti rinnovabili, efficientamento energetico di edifici pubblici e privati);
8. Ricostruzione del paesaggio postxylella;
9. Miglioramento della relazione tra attività produttive (agricole, vitivinicole, florovivaistica) e la tutela della biodiversità (pratiche agroecologiche);
10. Creazione di orti e vigneti di comunità.
2. Riqualificazione ecologica delle aree di espansione urbana
3. Creazione di aree verdi produttive nel quartiere Mennula
4. Realizzazione di progetti per una migliore gestione della risorsa idrica (in aree umide e a rischio inondazione) e di dispositivi per il recupero delle acque (piovane e reflue) in ambito urbano
* flagship project
• DPP – Documento Programmatico Preliminare al PUG
• DPRU – Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana
• PAES – Piano d’azione per l’energia sostenibile
• PAESC – Patto per l’energia sostenibile ed il clima
• Interventi per la riduzione del rischio idrogeologico
• Parco del Sole (Pergola fotovoltaica quartiere Mennula – in corso di realizzazione); Parco di Patula Cupa